Il Falcon 7X di Bernie Ecclestone, un Dassault dal valore di quaranta milioni di euro è stato sequestrato nell’aerodromo di Tires, a un passo dalle spiagge dorate e dalle ville di Cascais. Il magnate ultranovantenne proveniente da Saanen, il suo buen retiro sulle Alpi svizzere, si è ritrovato con gli agenti della polizia aeroportuale portoghese a bordo.
Tra i bagagli e i lussuosi arredi del jet spunta un’arma lunga, un fucile da caccia o forse una carabina. In un aeroporto civile, un simile rinvenimento equivale a un allarme rosso. Per Ecclestone, una delle figure più potenti, facoltose e controverse dello sport mondiale, si spalancano così le porte degli uffici di polizia per un fermo destinato a fare il giro del pianeta. La giustizia portoghese, in tema di sicurezza nazionale, non concede deroghe.
Il severo Regime Jurídico das Armas e Suas Munições impone regole rigidissime per l’introduzione e il trasporto di armi sul territorio della Repubblica. Per un cittadino straniero, anche se celebre e influente come l’ex patron della Brabham, l’assenza delle necessarie autorizzazioni doganali e internazionali si traduce in un dedalo di adempimenti e possibili conseguenze penali.
Gli inquirenti di Tires si sono messi immediatamente al lavoro per sciogliere una matassa complessa: occorre stabilire la natura esatta dell’arma, verificare se fosse carica o accompagnata da munizioni e, soprattutto, accertare l’esistenza di un porto d’armi valido o di una licenza speciale riconosciuta in Portogallo.










