| 7 Settembre 2026 17:02 |
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(Adnkronos) – “Dietro la retorica della difesa dei confini si nasconde una realtà allarmante che i recenti fatti di Dover e Portsmouth hanno messo a nudo. I gruppi che scendono in piazza, sostenendo di voler salvare il Paese dai migranti illegali, sono a tutti gli effetti formazioni di estrema destra”. Ad Adnkronos Nick Lowles, direttore esecutivo di Hope Not Hate, organizzazione inglese tra le più note del Paese impegnata nel monitoraggio delle derive estremiste, analizza le recenti mobilitazioni che hanno scosso il sud dell’Inghilterra, in quei luoghi dove normalmente approdano i migranti giunti dalle coste della Francia o del Belgio attraverso la Manica. Una tensione sociale che prende spunto dagli sbarchi registrati nel corso degli ultimi giorni i quali, stando ai dati dell’Ons, Office for National Statistics, raccontano di 16.513 persone giunte dall’inizio dell’anno al primo settembre. Nonostante il flusso sia inferiore rispetto ai passati anni, 41.000 gli sbarchi registrati a fine 2025, il dato rimane il pretesto per chi cerca di organizzare vere e proprie ronde urbane.
“Vedere trecento o quattrocento persone con il passamontagna marciare per le strade bloccando il traffico è inaccettabile. Perché la galassia di queste proteste ruota attorno alla Patriot Platform, un’organizzazione che riunisce in una singola entità decine di gruppi locali come i Kent Patriots, i South London Patriots e diverse altre fazioni sparse sul territorio”, spiega Lowles. “Si descrivono come un esercito cristiano pronto a riprendere il controllo delle frontiere e, come spesso accade per i vigilanti anti-migranti, affermano di voler proteggere donne e bambini. Ma il loro modo di operare non ha nulla a che fare con la normale dialettica democratica”.













