La Dengue torna sotto osservazione anche in Italia. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, dall’inizio del 2026 sono stati confermati 227 casi, tre dei quali autoctoni. E con le zanzare ancora attive a settembre, è utile sapere come si riconosce l’infezione, come si trasmette e quali sintomi richiedono attenzione.
Settembre è arrivato, ma la stagione delle zanzare non è ancora terminata. E proprio in questi giorni nuove segnalazioni di Dengue in Italia stanno riportando l’attenzione su una malattia che fino a pochi anni fa veniva associata soprattutto ai viaggi nei Paesi tropicali. Secondo l’ultimo aggiornamento della sorveglianza nazionale delle arbovirosi dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 1° gennaio al 30 agosto 2026 sono stati confermati in Italia 227 casi di Dengue: 224 associati a viaggi all’estero e tre autoctoni. Non è stato registrato alcun decesso. I numeri, ancora in fase di consolidamento, mostrano un cambiamento rispetto a un mese prima: nell’aggiornamento ISS del 4 agosto, infatti, i 192 casi registrati fino alla fine di luglio risultavano tutti associati a viaggi all’estero.
Dengue in Italia: che cosa significa avere casi autoctoni
È soprattutto quell’aggettivo, “autoctoni”, a meritare attenzione. Significa che l’infezione è stata acquisita sul territorio italiano e non durante un soggiorno all’estero. I dati più dettagliati dell’ISS sui casi di arbovirosi indicano che dei tre casi autoctoni registrati nel 2026, due hanno avuto come luogo di esposizione la Puglia e uno la Toscana.







