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L'Associazione Nazionale Partigiani Italiani ha fatto sapere di aderire e partecipare al presidio promosso davanti a Montecitorio il prossimo 9 settembre in opposizione all'approvazione del «disegno di legge contro l'antisemitismo». Quell'organizzazione che formalmente rappresenta i valori dell'antifascismo ha deciso così di schierarsi contro una forma di tutela legale - passata al Senato e ora in attesa di approvazione alla Camera - a favore dei cittadini di religione ebraica in uno scenario internazionale di pericoloso incremento dell'antisemitismo dopo il 7 ottobre 2023. Questo è solo l'ultimo dei paradossi di un'associazione senza memoria che più volte, tempo addietro, ha dimostrato d'aver perso la propria bussola valoriale. Per ultima la scelta di avallare la presenza dei vessilli palestinesi nella ricorrenza del 25 aprile, nonostante la totale incompatibilità storica.

Per l'Anpi, comunque, il provvedimento "nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese".

Una ricostruzione fuorviante, che funge invano da copertura per tentare di addentrarsi sempre di più in una convergenza con sigle piuttosto ostili a Israele come Cambiare Rotta. Ma soprattutto una motivazione incompatibile con la dichiarazione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) su cui il ddl si basa, che anzi tutela in maniera esplicita la legittima critica allo Stato di Israele.