Il report trimestrale di Acea sulle colonnine pubbliche è in chiaroscuro: i punti di ricarica rilevati a maggio 2025 sono 1,2 milioni nell'Unione Europea, circa il 21% in più rispetto a un anno prima, ma il target di 3,5 milioni di prese entro il 2030, fissato da Bruxelles nel 2021, appare ancora lontano. Secondo l'Associazione dei costruttori europei, la capacità complessiva di ricarica ha raggiunto 41,6 GW, un livello che il report considera ancora insufficiente per sostenere una diffusione di massa delle auto elettriche. A pesare è anche una distribuzione geografica delle infrastrutture fortemente disomogenea.

Il resoconto Acea evidenzia inoltre come nell'UE la quota di ricariche veloci in corrente continua (DC) sia in genere inferiore al 20% del totale, una percentuale nettamente più bassa rispetto a quella registrata negli Stati Uniti (26%) e soprattutto in Cina (47%). I tempi necessari per la ricarica rappresentano ancora uno dei principali ostacoli all'acquisto di auto elettriche. A questo si aggiungono le stazioni guaste o non operative e le distanze spesso elevate tra il punto di ricarica pubblico e l'abitazione. Non a caso, l'80% dei potenziali acquirenti e il 70% degli attuali proprietari di elettriche giudicano inadeguata l'infrastruttura di ricarica.