Fermata del busRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 7 settembre 2026 – Mobilità pubblica, un Bene comune che va sostenuto, riprende la raccolta di firme del Corsaro con un appello al presidente della Regione Eugenio Giani
Durante le festività natalizie dello scorso anno l’associazione ente Terzo settore Il Corsaro dalla Città del Diario lanciò una sottoscrizione digitale per restituire alla Valtiberina una tratta in pullman , la Pieve Santo Stefano-Firenze, sottratta alla popolazione diversi anni fa e mai sostituita da Autolinee Toscane, (Gruppo Rapt, di proprietà francese). La raccolta di firme chiedeva (e chiede ancora oggi) alla società che gestisce il trasporto pubblico in Toscana e alla regione che la tratta fosse dotata di nuove fermate intermedie (Sansepolcro, Anghiari, Arezzo e altre) per rendere gli spostamenti di lavoratori pendolari, studenti e turisti meno difficili e economicamente dispendiosi. Da Pieve Santo Stefano a Firenze infatti un biglietto di andata e ritorno tra pullman e treni costa quasi 36 euro e i tempi di una sola tratta possono essere anche di oltre 4 ore con almeno due cambi.
Furono oltre 500 le sottoscrizioni, anche da fuori regione, che in breve tempo segnalarono alle autorità competenti la necessità di dar seguito all’appello. Giovani, pensionati, religiosi, imprenditori, artigiani, amanti della Valtiberina non residenti, ma anche rappresentanti del mondo della cultura, del giornalismo, della musica e delle amministrazioni locali non fecero mancare la propria adesione. Dallo scrittore e giornalista Antonio Padellaro al Presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri, dalla direttrice della Fondazione diaristica nazionale Natalia Cangi al regista Luca Ricci, fondatore di Kilowatt Festival, fino all’ultimo firmatario di ieri Francesco Romizi, consigliere comunale ad Arezzo.







