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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato lo smantellamento di alcuni insediamenti illegali in Cisgiordania, come confermato dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, gli sgomberi sono stati decisi in seguito alle pressioni ricevute dagli Stati Uniti: qualche giorno fa Mike Huckabee, ambasciatore degli Stati Uniti in Israele dal 2025, aveva detto che era nell’interesse di Israele agire contro i coloni responsabili di quelli che ha definito «comportamenti criminali e atti di terrorismo».
Secondo quanto riportato da Ma’ariv, uno dei principali quotidiani israeliani, l’iniziativa non sarebbe una novità e rientrerebbe in una decisione del governo già presa in aprile. Oltre alla mancanza di chiarezza su quando l’operazione sia stata ordinata, non è chiaro nemmeno quando dovrebbe iniziare lo smantellamento né quanti o quali insediamenti riguardi.
Il sito Ynet sostiene che l’ordine di Netanyahu riguardi circa 100 avamposti in tutta la Cisgiordania nelle aree A e B. Reuters aggiunge che la decisione riguarderebbe gli insediamenti creati dai coloni senza l’autorizzazione ufficiale dello Stato israeliano: i cosiddetti “outpost”, avamposti, sono insediamenti non autorizzati, costruiti da cittadini israeliani senza il formale permesso o la pianificazione del governo di Israele per iniziativa spontanea e politica di alcuni gruppi radicali, posizionati spesso in punti strategici.







