Mentre Mosca ha concesso una tregua su Kiev fino a lunedì per consentire ai mediatori americani di rientrare in sicurezza, si inasprisce lo scontro con Berlino. Dopo le accuse tedesche alla Russia per i droni all’aeroporto di Lipsia e la conseguente rappresaglia diplomatica, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha parlato di "inizio di una vera guerra". Una sparata nel pieno di colloqui definiti positivi, anche se la guerra, pare, andrà avanti per tutto l’inverno. Per quanto i toni siano teoricamente incoraggianti, la possibilità di arrivare nel breve periodo a un negoziato di pace tra Russia e Ucraina appare tutt’altro che dietro l’angolo. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, prima a Mosca e poi a Kiev, non hanno lesinato parole positive sui colloqui ("significativi, sostanziali e importanti", ha detto Witkoff), ma le posizioni di Mosca e Kiev restano profondamente lontane.

Ieri, nella capitale ucraina, si sono tenuti tre round di colloqui, durante i quali i due delegati americani hanno parlato sia con Volodymyr Zelensky sia con i consiglieri per la Sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia e Germania. "Vogliamo che la guerra finisca con una pace giusta per tutti – ha commentato Zelensky – e in modo tale che la Russia non abbia più la possibilità di riprendere l’aggressione". Il presidente, però, pur ritenendo il proseguimento della guerra durante il prossimo inverno "lo scenario più probabile", applaude il tentativo di mediazione statunitense: "Ci avvicinerà alla pace".