Sessant’anni di attesa ma ne è valsa la pena visto questo spettacolo. Era dal 1966 che un italiano non vinceva il Gran premio d’Italia, sei decenni dopo il trionfo di Ludovico Scarfiotti con la Ferrari è arrivato un ragazzino bolognese, fresco ventenne, destinato a riscrivere la storia, forse non solo italiana, della Formula 1. Kimi Antonelli ha compiuto un’impresa che resterà a lungo nella memoria: non ha soltanto vinto a Monza, allungando ancora in vetta al Mondiale, ma ha dominato, ha stravinto, ha umiliato gli avversari. In particolare George Russell, il compagno di squadra che pensava di avere un comodo successo in tasca: Kimi partiva 19°, in 2 giri – quando la gara è stata interrotta per l’incidente di Charles Leclerc alla parabolica – era già 12°, gliene sono serviti poi soltanto altri 16 per arrivare in prima posizione. La serie di duelli tra Antonelli e George ha illuminato la fase centrale del Gp, una teoria di sorpassi e controsorpassi straordinari durata cinque giri, fino a quando dal box Mercedes non hanno ordinato ai due di pensare prima a staccare Max Verstappen e poi, semmai, di vedersela tra di loro. La svolta è arrivata con lo stop di Lance Stroll: il leader della classifica ha sfruttato la Virtual safety-car per fare il pit-stop, quindi dal 6° posto a 15” dalla vetta si è lanciato in un’altra furiosa rimonta. L’ha coronata al 50° giro, una tornata dopo il grande spavento alla prima staccata, quando è finito sulla ghiaia dopo aver attaccato il compagno. Lì ha perso quasi due secondi, ma un minuto e mezzo dopo si è ripresentato indemoniato alle spalle di Russell e l’ha infilato prima della variante Ascari. Incredibile, straordinario, meraviglioso. Tutto il pubblico di Monza, ferraristi compresi, non ha potuto fare altro che applaudire, inchinandosi a questo talento straordinario che sta velocemente diventando un campione. «Yeees! Yeeees! Oh mio Dio», ha urlato via radio Kimi. In lacrime. «È un sogno, che gioia». «Fantastico Kimi, fantastico», la replica del team principal Toto Wolff mentre anche Maggie, la sorellina, si complimentava con lui. Male le Ferrari Per la Ferrari al contrario la domenica di Monza è stata un incubo. Soprattutto per Charles Leclerc, che alla prima variante è stato attaccato da Lewis Hamilton e l’ha spinto fuori dalla pista, manovra che è costata parecchie posizioni al campione del mondo. Un giro e Charles, passato da Pierre Gasly e da Verstappen, nonché attaccato da Verstappen, ha perso la sua SF-26 alla parabolica, finendo violentemente contro le barriere. «Sono ancora un po’ scosso ma non ho tanti dolori – così il monegasco -, ho avuto solo un po’ di problemi all’occhio subito dopo l’incidente. Adesso va tutto bene ed è la cosa più importante. Sono andato sull’acceleratore, mi mancava un po’ di potenza, ho avuto una risposta un po’ intermittente e ho perso la macchina dopo uno snap, devo guardare i dati». Dopo la bandiera rossa, Hamilton ha provato a ricostruire la propria gara con una buona partenza, ma si è dovuto arrendere presto ai limiti della propria monoposto, soprattutto del motore nonostante l’evoluzione con il secondo gettone Aduo.