C’è un filo che unisce Monza, la Ferrari, Michael Schumacher e Alex Zanardi, ma anche un uomo di 54 anni: Rubens Barrichello, uno che in Brianza si prese due successi col Cavallino. E che ancora oggi non ha smesso di correre, tanto da inculcare questa passione tanto grande ai suoi due figli: Fernando ed Eduardo. Il brasiliano, compagno del Kaiser e di quel team che si prese tutto tra 2000 e 2004, si racconta in una lunga intervista, zeppa di aneddoti, come quella “bistecca” promessa dall’allora d.t. Ross Brawn.

Partiamo da Monza, qual è il primo ricordo di questa pista?

Siamo nel 1992, Alessandro Zanardi mi insegnò a guidarci. Io ero giovane e lui mi spiegò tutto, curva per curva. Era un momento importante per me, perché stavo cercando di capire ogni circuito e ogni dettaglio. Alex è stato una persona molto importante nella mia vita e anche per la mia carriera.

E si legò a lei.

Quell’anno guidavo per Il Barone Rampante, in F2000 (oggi F2, ndr), il team era di Padova come lui. Quando ha saputo che avevo origini trevigiane (i bisnonni erano nativi di Castello di Godego) lui si è molto legato, era molto presente.