HomeMacerataCronacaL’addio ad Angeli: "Sempre con il sorriso, era un’anima giusta"Colleghi, militari e tanti maceratesi per l’ultimo saluto all’ex funzionario Onu "Un grande italiano, lascia un mondo migliore di quello che ha trovato".Colleghi, militari e tanti maceratesi per l’ultimo saluto all’ex funzionario Onu "Un grande italiano, lascia un mondo migliore di quello che ha trovato".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Andrea ha visto da vicino la guerra, la sofferenza di tanti, la morte: eppure riusciva a sorridere. Per lui la pace non era solo una meta, ma un modo di arrivare al dialogo nelle diversità". Sono state accolte nel solenne silenzio della chiesa di Santa Croce, gremita di oltre 200 anime, le parole di padre Mariano Asunis, cappellano militare giunto dalla sua Cagliari, per celebrare l’ultimo saluto ad Andrea Angeli, peacekeeper maceratese dell’Onu, scomparso a 69 anni. Sul feretro, la foto in giacca e cravatta con vicino una sciarpa con su scritto "You’ll Never Walk Alone", mentre intorno l’affetto dei tanti conoscenti e colleghi di una vita spesa tra teatri di guerra ed emergenze umanitarie.
"Un uomo che riusciva a parlare con tutti – ha esordito padre Asunis, che con Angeli ha condiviso diverse missioni all’estero come Nassiriya e Afghanistan –. Andrea era un’anima giusta, al di là del suo essere impeccabile anche nei teatri operativi dove ero pieno di polvere e fango. Nelle scempiaggini della guerra, lui era sempre capace di portare un sorriso. Andrea è uno di noi: un militare. In certe città le forze armate vengono derise perciò dobbiamo inchinarci a questi uomini e donne non solo il giorno del funerale. Andrea era sempre con loro, portando speranza e pace – e ha poi ricordato, rivolgendosi ad Angeli – da poco ti ho chiamato, dicendoti che sono ripassato nelle strade viste insieme della Bosnia Erzegovina; nei fiumi in cui scorreva il sangue, ora l’acqua è pulita. Sono passato nella via dei cecchini ma non ero più accompagnato dai militari, ero in libertà e vedevo la gente sorridere, così ti dissi che non avevamo lavorato invano. Grazie per quello che hai seminato. Vogliamo ricordarlo non per ciò che ha fatto, ma per ciò che è stato per ciascuno di noi: un uomo per bene, di pace e che lascia un mondo migliore di come lo aveva trovato".









