HomeCesenaCronacaCasadei, scacco al destino: "La mia vita oltre i limiti"Il 33enne ha conquistato a Viserbella il decimo titolo nazionale di scacchi nel torneo per ciechi e ipovedenti: "Gli ostacoli? Spesso è possibile affrontarli".Marco Casadei con il trofeo conquistato al campionato nazionale di scacchiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDieci titoli italiani e un record a un passo. Marco Casadei, 33 anni, cesenate, ha vinto a Viserbella, all’hotel Baia Resort, il Campionato italiano assoluto di scacchi per ciechi e ipovedenti. Sette turni, venti giocatori, sei punti su sette: mezzo punto in più di Martin Kowalczyk e Bersan Vrioni. "È stato un campionato teso – racconta –. A due turni dalla fine eravamo in quattro racchiusi in mezzo punto e nell’ultima partita non potevo sbagliare". Ora davanti c’è il record da battere detenuto da Franco Antonini, primatista con undici titoli. "Con il decimo mi sono avvicinato. Spero di vincerne altri". Gli scacchi sono entrati nella sua vita quasi per caso.

"Da bambino trovai una vecchia scacchiera e usavo i pezzi come soldatini – ricorda –. Un’amica di famiglia mi spiegò le regole come una favola e da lì è iniziato tutto".

Casadei convive dalla nascita con un glaucoma congenito bilaterale. "Il bello degli scacchi è che sono davvero accessibili – spiega –. Un non vedente può giocare con tutti". La scacchiera ha le caselle nere leggermente rialzate, i pezzi ancorati con magneti e quelli neri riconoscibili al tatto con un chiodino. "Così possiamo esplorare la posizione senza spostare i pezzi". Poi c’è anche lo studio. Nel 2021 è diventato il primo ipovedente in Italia a laurearsi in Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. "È stato molto difficile – dice –. Ho usato video-ingranditori per leggere le espressioni di matematica e fisica, sintesi vocale e tecniche da non vedente per stare al passo con lo studio".