Torino – Amorim dice che «se dovessi dare un voto al mercato del Milan sarebbe un 10, ho giocatori perfetti per noi». Spalletti la pagella invece non la fa, ma comincia le sue riflessioni con una frase carica di sottintesi: «Amorim ha le idee chiare ed è riuscito a farsi fare una squadra forte», mentre Lucio non ce l’ha fatta, non fino in fondo. «Non abbiamo fatto tutto quello che volevamo»: qualcosa è rimasto in sospeso, qualcos’altro andrà adattato «per fare diventare l’imprevisto un’opportunità». Ad esempio, per valorizzare al meglio Woltemade (che stasera partirà dalla panchina), non esattamente il tipo di attaccante che reclamava, ma comunque una risorsa da sfruttare: «Può giocare con Kolo Muani». In ogni caso, «la rosa è migliorata, ma dovremo confermarlo sul campo. Abbiamo le carte in regola per diventare una squadra forte».
Juventus, tanti soldi spesi ma…
Juventus-Milan non sarà uno scontro diretto per come lo definirebbe Chivu (Amorim non ha replicato, Spalletti l’ha fatto con eleganza: «Ha detto quello che pensa e a me piacciono le persone sincere»), ma ha un valore oggettivo molto alto anche per le informazioni che dovrà dare: tra questi due progetti tecnici e societari sostanzialmente ripartiti da zero, quale impiegherà meno tempo a ridurre le distanze dal livello superiore? La Juventus è la squadra italiana che ha speso di più sul mercato (lo sbilancio supera i 130 milioni) ma sembra ancora un’incompiuta, il Milan ha investito molto, ma meno (ha chiuso a -78), e l’unico rimpianto è per non aver aggiunto la lode al 10 di Amorim: avrebbe potuto essere Endrick, però Mourinho si è personalmente opposto alla partenza del brasiliano.










