Il confronto sulla possibile ricandidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione Siciliana entra in una fase decisiva e si arricchisce del contributo dei vertici nazionali del centrodestra.
«A conclusione di una giornata in cui c’è chi ha letto le dichiarazioni di Mulè come un passo indietro per la corsa alla candidatura, lui stesso spiega a La Siciia: «Direi che burattinai e pupari che si agitano dietro le quinte - ha detto a La Sicilia il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè - dovrebbero darsi una calmata. A furia di andare avanti con il balletto sul candidato del 2027 si rischia che qualcuno caschi e si faccia male…fuor di metafora: tutti dovrebbero aspettare, smetterla di alimentare un dibattito sterile e augurarsi che il tempo della scelta sia il più breve possibile. In questa maniera il “prescelto” avrà il tempo necessario per convincere i siciliani e sopratutto vincere. Ci vuole umiltà: chi ama la Sicilia è a disposizione della sua terra. Io lo sono. Non esserlo significherebbe commettere il delitto di diserzione».
Ad Agrigento, Mulè ha parlato anche a margine degli Stati generali dei Civici “Controcorrente”, indicando la rotta: superare i tatticismi e definire al più presto il quadro delle candidature.







