Robert Pattinson in Primetime - Credits A24
A volte la Mostra del cinema di Venezia fa strani scherzi e due film finiscono per parlarsi. Era successo, per esempio, con The Last Duel di Ridley Scott e Les choses humaines di Yvan Attal, due film presentati nello stesso anno e costruiti intorno a vicende sorprendentemente simili. Succede di nuovo con Ink di Danny Boyle e Primetime di Lance Oppenheim: in questo caso i due film raccontano lo stesso evento in due epoche diverse: la spettacolarizzazione della realtà e il bisogno atavico di alzare sempre la posta.In Ink parlano i numeri delle copie vendute, per anticipare quelli dei clic e delle visualizzazioni. In Primetime siamo invece nel 2006 e il premio più ambito è (ancora per poco) uno spazio in prima serata. Non durerà molto: il film è ambientato proprio alla vigilia della frammentazione del panorama mediatico e della crisi della cosiddetta “televisione d’appuntamento”.Leggi anche: Venezia 83: Ink di Danny Boyle e il Sun come antenato del clickbait Primetime, presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, è il primo film di finzione di Lance Oppenheim, fino a oggi autore di documentari come Some Kind of Heaven, Spermworld e della docuserie Ren Faire. Robert Pattinson interpreta Chris Hansen, giornalista realmente esistente e conduttore di To Catch a Predator trasmesso da NBC dal 2004 al 2007.Il format è semplice: i componenti del gruppo di vigilanza online Perverted Justice si fingono adolescenti nelle chat e aspettano che uomini adulti abbocchino. Per organizzare un incontro entrano in scena delle “esche”: attori adulti che fingono di essere i ragazzini con cui gli uomini credono di aver chattato e li invitano a casa loro. Quando il predatore arriva, l’esca lo fa entrare, e poi compare Hansen che legge frammenti delle chat. Poi interviene la polizia. E il pubblico impazzisce.Ed ecco che Hansen ottiene ciò che desiderava: la prima serata. A quel punto, però, bisogna continuare a meritarsela. E se ieri hai catturato un mostro, domani ne serve uno più grosso.Viene quasi inevitabile pensare a Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio, e chiedersi cosa ci autorizzi a sbatterlo lì o, in questo caso, in prima serata. La domanda viene esplicitata molto presto, dalla bocca di uno degli uomini caduti nella trappola, un rabbino. Di fronte a Hansen gli chiede: “Chi ti ha dato il permesso di fare questo?”È la domanda intorno alla quale gira tutto Primetime.











