Anche oggi un’altra petroliera iraniana è stata colpita vicino all'isola di Kharg, importante terminal petrolifero iraniano. Le notizie che arrivano dall’area parlano di una piccola petroliera iraniana, che sarebbe stata colpita da quattro colpi; non risultano esserci stati vittime e l'equipaggio avrebbe evacuato la nave.
L'episodio odierno arriva dopo i raid americani del 1° settembre, durante i quali il Centcom aveva diffuso in un comunicato stampa di aver colpito due petroliere iraniane, nell'ambito della nuova strategia definita da Washington “tanker for tanker”.
Diventa dunque facile, a questo punto, ipotizzare che quest’ultimo attacco possa aver provocato un’ennesima fuoriuscita di greggio; il rischio è quello di aggiungere un ulteriore episodio di contaminazione a un ecosistema che è già gravemente provato e sottoposto a forte pressione.
In Iran per il contrasto degli inquinamenti marini provocati da sversamenti marini di idrocarburi, interviene il Doe (Department of environment), che ha il compito di monitoraggio della contaminazione, valutazione degli effetti sull'ecosistema e analizzarne le cause. Ricordiamo che nel maggio scorso, il Doe ha dichiarato di avere effettuato monitoraggio satellitare e verifiche sul posto, collaborando con società locali per contenere l'impatto; quindi, verosimilmente, una prima immediate reazione in chiave antinquinamento e contenimento degli oil spill c’è stata anche se ne ignoriamo i risultati.












