Il Pronto soccorso del “Vito Fazzi” continua a “correre”, ma il rischio è che a fermarsi siano i medici. Nei primi otto mesi del 2026 gli accessi hanno già superato quota 50mila e, dietro la crescita dei numeri, si fa sempre più pesante una criticità che secondo la Fismu non nasce soltanto dentro le porte dell’emergenza: a sovraccaricare il principale ospedale salentino contribuirebbe anche l’eccessiva centralizzazione dei trasporti del 118 su Lecce, con un utilizzo non sempre adeguato degli altri presidi della provincia.

I numeri parlano chiaro. Da gennaio ad agosto 2026 il Pronto soccorso del Fazzi ha registrato 50.926 accessi: 6.535 pazienti sono stati ricoverati, 44.391 sono stati curati e rimandati a casa, 222 trasferiti ad altra struttura e 169 sono deceduti. Sono 7.776, invece, gli accessi attraverso il 118. Il picco è stato raggiunto ad agosto con 7.763 pazienti, seguito da luglio con 7.095. A giugno gli accessi erano stati 6.373, a maggio 6.450, ad aprile 6.173 e a marzo 6.153.

Una progressione che diventa ancora più significativa se confrontata con lo stesso periodo del 2025: nei primi otto mesi dello scorso anno gli accessi erano stati 47.312 e 6.105 attraverso il 118. In un anno, dunque, gli accessi complessivi sono aumentati di oltre 3.600 e quelli veicolati dal 118 di oltre 1.600 utenti.