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Non è il momento di arretrare, ma di cambiare passo. L'intelligenza artificiale, la manifattura avanzata, la sostenibilità e la digitalizzazione dei processi produttivi sono le leve sulle quali l'oreficeria italiana punta per rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali. È questo il messaggio che arriva da Vicenzaoro, appuntamento che riunisce da ieri fino a martedì 8 settembre la filiera del gioiello e mette in evidenza un settore impegnato a trasformare una fase complessa in un'occasione di rilancio. L'obiettivo è consolidare il made in Italy nella fascia alta del mercato globale, intercettando una clientela internazionale sempre più selettiva e ad alto potere di spesa.

A Vicenzaoro 2026 arrivano più di 580 marchi dall'estero (il 45% delle presenze) e oltre 900 buyer da più di 70 Paesi

La tecnologia al centro della strategia di rilancio

La tecnologia è al centro di questa strategia. Dall'utilizzo dell'IA per l'analisi dei mercati e dei comportamenti d'acquisto fino alla manifattura additiva per migliorare l’efficienza, il comparto sta investendo per aumentare il valore aggiunto delle proprie produzioni. Un percorso che si accompagna alla crescente attenzione verso la sostenibilità, la tracciabilità delle materie prime e l'ottimizzazione dei consumi energetici, aspetti ormai richiesti sia dai grandi gruppi del lusso sia dai consumatori internazionali. Non a caso una delle novità della manifestazione è il rafforzamento del legame tra produzione e innovazione tecnologica, con l'integrazione di T.Gold, il salone dedicato alle tecnologie per la gioielleria, che porta in fiera le soluzioni più avanzate per la trasformazione digitale del settore.