Pavia Il gruppo si muoveva tra la provincia di Pavia e quella di Piacenza. Per le sue scorribande era già noto alle forze dell’ordine, ma lo scorso 19 giugno si è toccato il fondo. Quella sera due ragazzi sono stati aggrediti in centro a Piacenza. La banda ha aizzato contro di loro un cane, poi le vittime sono state accoltellate più volte e derubate. Dopo essere riusciti a scappare e a farsi medicare, i due giovani rapinati avevano raccontato tutto agli agenti della polizia piacentina. Dopo le indagini portate avanti insieme ai colleghi della squadra mobile di Pavia, diretta dal commissario Andrea Lenoci, cinque degli autori dell’aggressione sono stati individuati. Si tratta di ventenni di origini egiziane e tre di loro risultano residenti in provincia di Pavia. Per tutti è scattata la custodia cautelare in carcere con le accuse di tentato omicidio e rapina. I fatti Stando a quanto ricostruito dalle indagini della Procura di Piacenza, la rapina sarebbe stata compiuta da più di cinque ragazzi. Altri giovani devono ancora essere identificati. Il gruppo aveva individuato le sue vittime nel centro storico della città emiliana. I due ragazzi stavano passeggiando quando si sono visti aggredire dal branco. Un componente della banda portava a spasso un cane di grossa taglia, aizzato contro le vittime per intimidirle in un primo momento. Poi i malviventi sono passati alle coltellate. Sono state numerose, alcune delle quali indirizzate anche verso punti vitali, come emerso dopo le cure ricevute dagli aggrediti in ospedale. I due ci erano arrivati accompagnati da un amico, dopo aver sparso tracce di sangue per la città mentre scappavano dai rapinatori. Pur con prognosi serie, entrambi erano comunque riusciti a cavarsela. Le indagini Gli agenti della squadra volante della questura di Piacenza avevano soccorso le due vittime fin da subito. I ragazzi erano infatti arrivati in Pronto soccorso, ma si erano fermati all’esterno perché non riuscivano più a muoversi e uno dei due aveva perso i sensi. Dopo averli messi in sicurezza, la polizia si è occupata delle indagini. Gli agenti della Mobile hanno raccolto le testimonianze di varie persone e analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Così sono stati identificati cinque dei responsabili, per i quali è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.