Gli Stati Uniti affermano di aver colpito tre petroliere iraniane dopo che una portaerei e un cacciatorpediniere Usa sono stati presi di mira da «molteplici attacchi non provocati» con missili iraniani. Secondo i militari americani, due petroliere sono state «permanentemente disabilitate» e una terza, vuota, è stata distrutta; le navi farebbero parte di una rete clandestina che finanzia i Pasdaran. Nessun militare Usa sarebbe rimasto ferito.Esplosioni sono avvenute in Iran vicino all’isola di Kharg dove secondo i media iraniani una petroliera è stata colpita da quattro missili. I media iraniani hanno accusato gli Stati Uniti di aver colpito la nave in quello che è il principale terminal petrolifero iraniano: l’equipaggio sarebbe stato evacuato e non ci sarebbero vittime.Almeno due persone sono morte in un’operazione contro una presunta «cellula terroristica» legata a Stati Uniti e Israele nel Sistan-Baluchistan, secondo i Pasdaran. Le autorità iraniane non hanno fornito dettagli sul gruppo coinvolto né sul luogo dello scontro. La provincia, al confine con Pakistan e Afghanistan, è da tempo teatro di attività di gruppi armati e scontri con le forze di sicurezza iraniane.Violenze anche in Libano. Tre persone sono morte e 23 sono rimaste ferite nei raid israeliani della notte nel sud e nell’est del Paese, in cinque località tra Tiro, Nabatieh e la valle della Bekaa. Israele afferma di aver colpito strutture e depositi di armi di Hezbollah in risposta a un tentativo di attacco con droni contro le sue truppe. Gli attacchi sono avvenuti nonostante la tregua tra Israele e Hezbollah.Intanto, la guerra continua a ripercuotersi sull’intera regione: in Iraq le difficoltà nelle importazioni di carburante legate alla crisi di Hormuz hanno provocato lunghe code ai distributori di Baghdad, con carenze temporanee di benzina.In Yemen, gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno intensificato i combattimenti contro le forze governative lungo la costa del Mar Rosso, puntando a rafforzare il controllo delle aree vicine al Bab el-Mandeb, snodo strategico per il traffico marittimo. Anche questo fronte contribuisce ad aumentare la pressione sulle rotte commerciali della regione, mentre resta alta la tensione attorno allo Stretto di Hormuz.