La punta chiamata a sfatare la maledizione del ’9’: di Giroud l’ultima rete a Torino. Il francese torna da ex ed è pronto a partire titolare nel ruolo di trequartista. Diego Moreira la possibile sorpresa, mentre Musah sta diventando una certezza .La linea, forte e chiara, era stata dettata fin da subito. Vedasi il comunicato siglato RedBird del 25 maggio. "Fallimento inequivocabile". "Tempo di cambiamento". "Profonda riorganizzazione". E i primi passi sul campo hanno dato ragione al nuovo Milan targato Ruben Amorim: due partite, sei punti. Ossia, ciò che più conta(va). Ora, però, il primo big match. Per confermarsi, in primis, proprio una big, in casa della Juventus, domani alle 20.45. E per dare un ulteriore colpo di straccio sugli inghippi del passato. Recente e non solo. I rossoneri, all’Allianz Stadium, in campionato, non segnano (né dunque vincono) dal lontano maggio 2023. In campo Tonali e Krunic, Messias e Brahim Diaz, tra gli altri. Altri tempi. In campo e in gol, anche e soprattutto, Oliver Giroud: l’uomo che ha sconfitto la maledizione del centravanti.

Adesso, tocca a Gonçalo Ramos. Il portoghese si è sbloccato col Venezia, quando su San Siro, dopo qualche errore di troppo, si erano allungate le ombre di un passato che deve restare tale. Filastrocca antipatica e nota, dopo gli anni di “Pippo“ Inzaghi, quella delle prime punte dalle polveri bagnate in rossonero: Alessandro Matri, Fernando Torres, Mattia Destro, Luiz Adriano, Gianluca Lapadula, André Silva. Storie diverse, stessa sostanza: pochissimi gol. Idem col terzetto Higuain-Piatek-Mandzukic. Fino a monsieur Oliver. Poi Alvaro Morata, Santiago Gimenez, Niclas Fullkrug... Stop.