«Ho già avviato un confronto con il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, per far diventare Taranto una “Città per la preparazione olimpica”. Non immagino, sia chiaro, la realizzazione di un’ulteriore struttura, ma di un progetto sportivo diffuso sul territorio comunale e articolato negli impianti sportivi protagonisti dei Giochi del Mediterraneo appena conclusi, realizzati grazie allo straordinario lavoro della struttura commissariale guidata brillantemente da Massimo Ferrarese».

Lo annuncia il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che, risponde alle domande della Gazzetta, subito dopo aver attraversato uliveti secolari e aver provato l’esperienza di immergersi insieme al cavallo, la splendida Luminosa del «Relais Histò», nelle acque del Mar Piccolo.

Ministro Abodi, è d’accordo nel ritenere che la parola-chiave dei Giochi del Mediterraneo «Taranto 2026» sia “eredità”?

«Assolutamente sì, nel senso che ora questo territorio e soprattutto le giovani generazioni avranno a disposizione degli impianti sportivi moderni e accessibili nei quali sarà possibile praticare qualsiasi tipo di disciplina sportiva, per tutti. Detto questo, però, finiti i Giochi del Mediterraneo iniziano ora... i Giochi di tutti i giorni, che Taranto può vincere affrontando le sfide quotidiane che avrà di fronte in maniera coraggiosa e visionaria, avendo peraltro le istituzioni al suo fianco».