HomeFirenzeCronacaPoli porta sul palco la vita familiare: "Il genitore non è un poliziotto digitale"Lo psicologo domani a Fiesole con “L’adolescenza non è una malattia“: "Non servono genitori perfetti, ma passabili"Lo psicologo domani a Fiesole con “L’adolescenza non è una malattia“: "Non servono genitori perfetti, ma passabili"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFIESOLE (Firenze)

Portare sul palco "la vita vera delle famiglie". Ecco l’obiettivo di Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta, che domani sarà a Fiesole con la sua conferenza-spettacolo “L’adolescenza non è una malattia“ (ore 21). Un evento in cui in scena non c’è solo l’adolescente "che lascia il piatto sul tavolo e vuole essere lasciato libero ma continuando a usufruire di tutti i servizi di casa". Ci sono, anche i genitori, che devono essere liberati da due idee: "che tutto dipenda da loro e che comprendere il comportamento di un figlio significhi giustificarlo".

Poli, perché il titolo “L’adolescenza non è una malattia“?

"Perché abbiamo finito per guardare l’adolescenza con un eccesso di sospetto clinico. Se il ragazzo si chiude in camera, cambia umore, non parla e risponde male ci chiediamo quale disagio nasconda. Esistono sì sofferenze psicologiche vere e vanno riconosciute, ma il “disagismo“ rischia di trasformare una stagione bella e difficile della vita in una specie di malattia stagionale. E abbiamo anche creato il genitore disagiato, quello che deve tenere l’allarme sempre inserito".