L’estate 2026 a Firenze è stata caratterizzata dai lavori per la sostituzione del cavalcaferrovia di ponte al Pino, un intervento realizzato da Rete Ferroviaria Italiana e che, di fatto, è stato da record anche per l’utilizzo di una gru da 1.600 tonnellate (e alta 70 metri), arrivata da Portsmouth. In due periodi distinti del mese di luglio – dalla sera del 5 luglio fino alla mattina del 10 e dalla sera del 26 luglio al 30 luglio – la circolazione ferroviaria è stata interrotta sulle tratte Firenze Campo di Marte-Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte-Firenze Santa Maria Novella. La prima fase è servita per la rimozione dell’impalcato, la seconda per il varo della nuova struttura.

L’Italia è stata dunque divisa in due ma tutto è filato liscio, sia dal punto di vista delle informazioni per i passeggeri sia per le navette messe a disposizione in modo tale da continuare il proprio viaggio. È stato fondamentale anche il servizio del personale della protezione civile: nei due periodi interessati dai lavori Firenze era alle prese con elevate temperature e la protezione civile ha garantito un’assistenza costante ai viaggiatori, distribuendo anche bottigliette d’acqua.

Il vecchio ponte al Pino d’altronde doveva essere necessariamente sostituito: era stato costruito alla fine dell’Ottocento, adesso al suo posto c’è una nuova struttura in acciaio e calcestruzzo. La sindaca di Firenze Sara Funaro ha dichiarato che "per la città" il nuovo ponte al Pino "è un ulteriore passo avanti nel percorso di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie". Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani aveva definito l’intervento "un’emergenza nazionale" con disagi che però sono stati "attenuati dal grande lavoro di squadra compiuto dai soggetti coinvolti, dal monitoraggio costante della situazione, da tutte le azioni messe in campo per ridurre le criticità e agli aggiustamenti fatti in corso d’opera".