Veliaj o Theiner? È questo il dubbio che attanaglia Nicola Campedelli a poche ore dalla trasferta di Latina (stadio ‘Francioni’, gong alle 18). "Non ho ancora deciso", ha confessato il tecnico del Forlì nella conferenza stampa della vigilia. Sì, perché la scelta è complessa: rinnovare la fiducia all’estremo difensore italo-albanese, incerto e bersagliato dalle critiche per la sua serata no contro il Pescara, oppure avvicendarlo con il 22enne altoatesino, ex Sudtirol, già proposto martedì in Coppa a Ravenna? "Valuterò chi mi darà più garanzie", spiega un criptico Campedelli.

Fatto sta che, smaltito il pizzico di amarezza per il ribaltone (2-1) incassato al ‘Benelli e costato l’estromissione dalla competizione tricolore ("peccato per il risultato, bene la prestazione"), il Galletto si rituffa in campionato a caccia di emozioni forti. Spaventata la Samb a domicilio (2-2) e travolto il Pescara con roboante punteggio tennistico (6-3), i biancorossi cercano in terra pontina il terzo indizio per formare la prova (di maturità), trasformando sensazioni in certezze.

"Incontriamo una squadra esperta, aggressiva e ambiziosa, che punta a un campionato d’avanguardia; finora il Latina ha raccolto solo un punto, ma ha espresso comunque un buon calcio – l’investitura di Campedelli –. Certo, ha perso Parigi, che negli ultimi due anni ha fatto grandi cose tant’è che è passato al Pescara, ma ha tanti altri elementi smaliziati e di qualità in ogni zona del campo: Baez davanti è imprevedibile, non concedendo punti di riferimento, poi dietro c’è Bruscagin (37 primavere due giorni orsono) e nel mezzo D’Angelo. Tutta gente che ha giocato in C e in B. Affrontare squadre importanti sarà, però, la costante di questo girone. Noi metteremo in campo la nostra identità e qualità per cercare il risultato".