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Il risparmio assicurativo rappresenta una realtà sempre più rilevante nei portafogli finanziari delle famiglie italiane, pari secondo le stime della Banca d'Italia, al 13,6%, con un rilevante crescita registrata negli ultimi anni. Dall'Osservatorio Investitori 2026 di Cnp Assicura, realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa su un campione di 2.420 investitori italiani, emerge che anche nel 2026 le polizze vita si confermano la tipologia di investimento più conosciuta (84%) e uno degli strumenti più diffusi all'interno dei portafogli degli investitori. Tra coloro che ne hanno sottoscritta una, oltre la metà (51%) indica come principale obiettivo la protezione del capitale, mentre il 36% punta a ottenere un rendimento, mantenendo un livello di rischio contenuto. Solo una quota residuale ricerca la massimizzazione del rendimento accettando un'esposizione elevata al rischio.

Come evidenzia l'Ivass (l'autorità di vigilanza del settore delle assicurazioni) nell'ultima relazione annuale, i premi vita nel 2025 sono stati pari a 118,6 miliardi di euro e nel primo trimestre 2026 a 31,6 miliardi. Gli sportelli bancari e postali restano il principale canale distributivo per le polizze vita (56,9%), seguiti dagli agenti assicurativi (23,7%) e i consulenti finanziari (17,0%). I broker, ancora marginali nel comparto, incrementano dall'1,8% del 2024 al 2,4%. L'incidenza della raccolta vita totale sul prodotto interno lordo è pari al 5,3%. Nel confronto con le economie Ocse, l'Italia è 8° per rilevanza del settore vita rispetto al pil, mentre è solo 25° per i premi danni.