Le elezioni presidenziali francesi nell'aprile 2027 rappresentano un potenziale ulteriore fattore di volatilità per i mercati, più del voto in Italia. «Potrebbero aumentare le preoccupazioni degli investitori sulla sostenibilità della traiettoria fiscale francese, determinando così un ampliamento degli spread francesi non solo rispetto ai titoli di Stato italiani, ma anche rispetto agli altri titoli sovrani europei», prevede Johnn Taylor, head of european fixed income di AllianceBernstein.
Uno a zero per Roma.
Un altro punto a favore della penisola è l'uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo.
La Commissione Europea a giugno ha riconosciuto che sono state adottate misure efficaci e ha sospeso ulteriori azioni correttive, ma la procedura non è ancora formalmente chiusa. «Se avvenisse nei prossimi trimestri sarebbe certamente un segnale positivo e lo spread potrebbe scendere al minimo degli ultimi anni, intorno a 60 punti base rispetto agli 80 attuali, anche se non rappresenterebbe un vero e proprio game changer per i mercati.
Infatti», spiega Vittorio Fumagalli, senior portfolio manager di Decalia sim, «il miglioramento della percezione del rischio-Italia è già avvenuto attraverso la riduzione del deficit, i miglioramenti dei rating sovrani registrati tra 2025 e 2026, la stabilizzazione del quadro politico e la forte domanda domestica ma soprattutto internazionale dei Btp: a oggi la percentuale di debito italiano in mani straniere è attorno al 40% (era circa il 25% nel 2022, ndr)».






