| 5 Settembre 2026 02:02 |

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(Adnkronos) – La chiamano ‘ortica di mare’ e già dal nome si può capire il perché. E’ la Chrysaora quinquecirrha, una medusa originaria della costa atlantica degli Stati Uniti, responsabile ogni anno di milioni di punture ai malcapitati bagnanti. Sebbene non letali, queste punture provocano un dolore immediato che raggiunge il picco d’intensità in pochi minuti e spesso un’eruzione cutanea rossa e rilevata. I sintomi scattano con il rilascio esplosivo di veleno da organelli situati all’interno di cellule urticanti (nematociti) che rivestono i tentacoli della medusa.

Composto da una complessa miscela di molecole, il veleno dell’ortica di mare è tossico per il tessuto di pelle, cuore, sistema nervoso, reni, fegato e sangue. Ad oggi il trattamento più diffuso è l’applicazione di una sospensione di acqua e bicarbonato di sodio per inibire qualsiasi ulteriore rilascio di nematocisti, e poi la delicata rimozione di qualsiasi tentacolo rimanente sulla pelle per prevenire eventi di puntura secondari. Non esistono invece trattamenti basati su un razionale molecolare, e questo – spiegano gli esperti – è in parte dovuto al fatto che si sa ancora poco su come agisce questo veleno e non si comprendono appieno le interazioni molecolari tra il veleno della medusa e la fisiologia degli organismi bersaglio, delle sue ‘vittime’.