L'amministrazione Trump sta lavorando a un piano per il dopo-guerra in Medio Oriente. L'iniziativa è ancora nelle fasi iniziali e ha come obiettivo contenere l'Iran e estendere gli accordi di Abramo per normalizzare i rapporti di Israele con i Paesi dell'area. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali sulla pianificazione del dopo guerra incombono però due eventi, le elezioni in Israele in ottobre e le midterm negli Stati Uniti.

"Molti non la chiamano una guerra" quella con l'Iran, "io lo chiamo un conflitto militare, per noi sono briciole. Effettuiamo attacchi intermittenti". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva come definisse il confronto con l'Iran dopo che il vicepresidente JD Vance ha spiegato che non è una guerra. La guerra con l'Iran è un "conflitto militare" perché "per noi è una cosa da poco. Non è una questione di grande portata", ha detto Trump minimizzando una guerra in cui hanno perso la vita 18 americani. A chi glielo faceva notare, il presidente ha risposto: "anche uno è troppo, ma in Vietnam ne abbiamo persi migliaia".

"Controlliamo lo Stretto di Hormuz, abbiamo praticamente preso il controllo dell'Iran". Lo ha detto Donald Trump senza escludere un possibile attacco a Pickaxe Mountian "molto presto".