Quanto orgoglio. Per sé e per tutta l’Italia. Perché l’argento conquistato, nell’ultimo atto del ParaTaekwondo Grand Prix Series (nella categoria K44 – 70kg), da Antonino Bossolo ha un sapore speciale. Se l’è messo al collo dopo aver battuto la Corea a casa propria e dopo aver ceduto solamente in finale al cospetto del messicano Juna Diego Garcia Lopez, oro a Tokyo 2020 e bronzo come Bossolo in quel di Parigi. A Muju in Sud Corea, l’azzurro ha sfoderato prestazioni di altissimo livello, riuscendo a piegare nei quarti di finale il padrone di casa Dongho Lee, con un 2-0 piuttosto netto (12-3, 10-2) e in semifinale l’iraniano Amirmohammad Haghighatshenas, ancora per 2-0, col primo round chiuso sul 16-16 e assegnato all'italiano, e il secondo stradominato con un super 26-11. Quindi la finalissima, nella quale il siciliano non ha potuto far altro che arrendersi.

Nel primo round, il più equilibrato dei due, García López ha chiuso 5-2 sfruttando i pochi varchi concessi, mentre nel secondo, nonostante l’importante reazione di Bossolo l’inerzia non è stata sovvertita. E l’allungo del sudamericano, sino al 15-9 conclusivo, ha rappresentato un solco incolmabile. Per Bossolo, classe 1995 e terzo classificato ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, un ulteriore passo di crescita all’interno del percorso che fra un paio di anni lo porterà a Los Angeles. E in questo momento, in virtù anche del risultato ottenuto in Corea del Sud, il ranking sorride. «Sono piccoli tasselli che si mettono nel puzzle per arrivare al meglio a Los Angeles. È stata una bella esperienza, qui in Corea, nella casa del taekwondo. Non è stata una trasferta semplice, ma nonostante tutto ci siamo portati a casa una medaglia. Poteva andare meglio, come ogni volta, però va bene così», ha raccontato Bozzolo, tra speranze future e la consapevolezza di poter crescere ancora. «Sto cominciando a conoscere avversari nuovi in una categoria nuova — ha aggiunto il bronzo paralimpico —, quindi è normale che all'inizio possa avere qualche difficoltà. Ci sono i presupposti per fare meglio in futuro».