Circa 20 milioni di bambini e adolescenti tra i 12 e i 17 anni tra quelli che utilizzano Internet nei 21 Paesi esaminati, hanno subito in un solo anno almeno una forma di sfruttamento o abuso sessuale facilitato dalle tecnologie digitali

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Sono circa 20 milioni i ragazzi e le ragazze tra i 12 e i 17 anni che, in appena un anno e in 21 Paesi analizzati, hanno vissuto almeno una forma di sfruttamento o abuso sessuale facilitato dalla tecnologia e nella maggior parte dei casi tutto accade nei luoghi digitali che frequentano ogni giorno: social network, chat e videogiochi. Meno dell’1% degli episodi viene denunciato alle autorità.

È quanto emerge dal nuovo rapporto UNICEF Through Children’s Eyes: How Digital Technologies Enable Child Sexual Abuse (“Attraverso gli occhi dei bambini: come le tecnologie digitali facilitano l’abuso sessuale sui minori”). Una fotografia durissima, costruita mettendo insieme le testimonianze dirette dei ragazzi e uno dei più vasti insiemi di dati disponibili sul fenomeno.

Spesso, infatti, gli abusi avvengono negli stessi spazi digitali nei quali bambini e adolescenti studiano, giocano, parlano con gli amici e trascorrono una parte significativa delle loro giornate.