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Il tecnico toscano torna all'Olimpico da avversario della Roma dopo tanti anni sulla panchina della Lazio: "Roma da scudetto, mi sorprenderei non se la giocasse fino alla fine"
Dopo il percorso netto nelle prime due giornate, l'Atalanta di Maurizio Sarri vuole continuare a stupire. Sabato sera la Dea farà visita all'Olimpico per provare a interrompere il rullino di marcia immacolato della Roma di Gasperini: "La partita è importante e in questo momento per noi difficile: troviamo una squadra che ha già 13-14 mesi di lavoro addosso e una come la nostra da 45 giorni. In più siamo l'unica squadra in Italia ad aver già giocato quattro partite in 11 giorni che domani farà la 5 in 16 e questo ci sta creando dei problemini. La crescita è un po' rallentata dal calendario. Si gioca troppo? Io sono anni che lo dico, ma mi si diceva sempre che mi lamentavo. Quando lo dicono Klopp e Guardiola invece si dice che hanno ragione..."
Poi l'ex Lazio parla del confronto con Gasp: "Abbiamo due filosofie diverse ma è un allenatore che stimola e che ritengo fortissimo. Poi nel calcio vincono tutti i tipi di allenatori, a zona o a uomo o col calcio spettacolo. Non c'è qualcosa che ti faccia vincere, solo le cose fatte bene. A Bergamo la società ha sposato un altro progetto e un altro tipo di calcio, è chiaro che Gasperini ha inciso per tanto tempo, ma non ho mai avuto la sensazione che qui la sua presenza fossero così ingombranti".













