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Il 19 novembre uscirà Grand Theft Auto VI, uno dei videogiochi più attesi e ambiziosi di sempre: si stima che decine di milioni di persone lo compreranno nel primo anno, e interpreteranno i protagonisti Lucia e Jason, due rapinatori che vivono in una versione fittizia ma credibile di Miami e della Florida del Sud di questi anni. L’uscita di GTA VI è un evento che non ha eguali nel settore videoludico, e in generale ne ha pochi nell’industria dell’intrattenimento: monopolizzerà le attenzioni e le discussioni di tantissime persone, che per anni esploreranno le enormi possibilità offerte dal “mondo aperto” in cui è ambientato. Per costruire tutto questo però è servita una quantità di soldi e di tempo colossale.
“Mondo aperto” significa che ci si può spostare ovunque in una enorme mappa e fare più o meno quello che si vuole. C’è una storia principale, da completare interpretando i protagonisti durante i loro colpi e le loro varie vicissitudini, e poi c’è tutto il resto: esplorando e interagendo con la città e i personaggi si possono commettere abbastanza crimini da mobilitare l’esercito contro di sé ma anche passare delle ore seduti in un taxi a osservare la città dal finestrino.








