Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl marketing business-to-business chiede più attenzione e investimenti da parte delle aziende in un momento storico in cui non mancano le sfide globali, dalla debolezza dei consumi alla crisi climatica, dai conflitti geopolitici all’arrivo dell’intelligenza artificiale. Tutte partite che i marchi sono obbligati a giocare ma che, difficilmente, possono essere vinte singolarmente. Allora se «oggi nessuna impresa può raggiungere i propri obiettivi da sola», occorre «necessariamente confrontarsi con clienti, fornitori, partner e istituzioni. È questa la prospettiva con cui studiamo le trasformazioni in atto, partendo dai contesti industriali concreti», spiega Andrea Perna, direttore del Dipartimento di management dell’Università politecnica delle Marche (Univpm). Parola d’ordine dunque: collaborazione. Termine peraltro non scontato in un periodo storico di oligopoli e cybersicurezza a rischio per i dati aziendali.

Da sinistra, Gian Luca Gregori e Andrea Perna

La 42ª Imp conference ad Ancona

L’occasione per approfondire i temi del marketing b2b è stata la quattro giorni (che si conclude oggi ad Ancona) della 42ª Imp conference, appuntamento europeo per lo studio delle relazioni tra imprese, promosso dall’Industrial marketing and purchasing group, nato nel 1976 su impulso di ricercatori accademici e università europee, e organizzato dal dipartimento di management dell’Univpm. Titolo dell’edizione a cui hanno partecipato 130 studiosi provenienti da 17 Paesi e 53 università: «Costruire un mondo sostenibile attraverso le relazioni e le reti d’affari».