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Alessandro Preziosi

Fabriano (Ancona), 4 settembre 2026 – Il poverello di Assisi, l'uomo che ha rivoluzionato la spiritualità del suo tempo e che continua a interrogare le coscienze contemporanee, arriva sul palcoscenico del Teatro Gentile di Fabriano. A prestargli voce e anima è l'attore Alessandro Preziosi, protagonista e regista dello spettacolo "La Ferita, la letizia". L'atteso appuntamento, in programma per giovedì prossimo (ore 21), si inserisce come punta di diamante nel ricco cartellone di "Carta è Cultura", l'importante manifestazione promossa dal Comune di Fabriano che dal 9 al 13 settembre celebrerà l'intreccio tra arte, letteratura e identità del territorio. Tratto dall'omonimo libro del poeta e scrittore Davide Rondoni, lo spettacolo porta in scena una figura di San Francesco lontana anni luce dall'immagine stereotipata a cui siamo abituati. Il Francesco tratteggiato e diretto da Preziosi è un uomo inquieto, impetuoso, radicale e totalmente "capovolto" rispetto alle logiche mondane. È un ribelle dello spirito che non accetta compromessi e che, proprio attraverso il mistero della sofferenza e delle proprie ferite, riesce a raggiungere una forma di letizia purissima e una fede incrollabile. L'allestimento teatrale – proposto in prestigiosa collaborazione con Amat – è sapientemente costruito come un dialogo intimo e diretto con il Santo. Un vero e proprio faccia a faccia che attraversa la sua complessa vicenda umana e spirituale per spingersi fino al nostro disorientato presente. Sul palcoscenico non risuonano soltanto le vibranti parole di Rondoni, ma trovano spazio anche i versi di alcuni dei più grandi autori che nei secoli hanno raccontato questa figura monumentale: da Dante Alighieri a Mario Luzi, fino alle sorprendenti risonanze con Giacomo Leopardi, in un affascinante intreccio tra grande poesia, letteratura e profonda spiritualità. Al centro del motore narrativo spicca ovviamente il Cantico delle creature, la voce più autentica di Francesco, capace di celebrare l'unità mistica del cosmo e il rapporto profondo tra l'essere umano, la natura e tutte le creature viventi. Un testo ancestrale che, a distanza di secoli, continua a parlare al nostro oggi e che nello spettacolo si trasforma in un'urgente occasione per riflettere sulle nostre responsabilità nei confronti dell'ambiente ferito. Il confronto scenico si accende soprattutto sulle grandi e complesse questioni della contemporaneità. Che differenza c'è tra amare veramente e limitarsi a possedere? Che cosa significa, nella pratica, prendersi cura del creato? E quale significato può e deve avere oggi la pace, intesa come dono cristiano e non solo come assenza di conflitti, in un mondo segnato dalla guerra? Attraverso la parola illuminante di Rondoni e l'interpretazione viscerale di Preziosi, San Francesco diventa l'interlocutore ideale del nostro tempo, capace di mettere in discussione modelli di vita, certezze e abitudini consolidate. La Ferita, la letizia è una produzione del Teatro Stabile d'Abruzzo e di Pato, arricchita ed esaltata dalle atmosfere sonore create dalle musiche originali eseguite dal vivo da Giacomo Vezzani.