I mercati energetici europei si trovano ad affrontare una nuova fase di incertezza, caratterizzata dalla forte volatilità delle quotazioni del gas naturale sull’hub di riferimento TTF. In questo contesto di marcata instabilità geopolitica ed economica, gli analisti dell’istituto bancario olandese Abn Amro hanno elaborato una valutazione dettagliata sull’impatto che le interruzioni delle rotte commerciali strategiche potrebbero avere sui prezzi dell’energia. Al centro delle preoccupazioni vi sono le dinamiche di fornitura del Gas naturale liquefatto (Gnl), da cui l’Unione europea è diventata strettamente dipendente negli ultimi anni.

L’elemento cruciale individuato nello studio, analizzato in profondità dagli esperti del sito specializzato in questioni energetiche Montel, riguarda la navigabilità dello Stretto di Hormuz, punto di transito fondamentale per una quota determinante delle esportazioni mondiali di Gnl, in particolare quelle provenienti dal Qatar. La chiusura o il blocco prolungato di questo passaggio marittimo rappresenterebbe un grave ostacolo alle catene di approvvigionamento globali. Riducendo in modo drastico la disponibilità di metaniere dirette verso il continente europeo, la crisi navale finirebbe per innescare una forte spinta al rialzo dei prezzi nei contratti a termine, proprio a ridosso dei mesi a maggiore domanda energetica.