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Bruxelles – L’intelligenza artificiale (IA) è una minaccia esistenziale o un’opportunità di progresso? Secondo il Consiglio d’Europa la chiave è utilizzarla in modo responsabile. L’organizzazione internazionale ha adottato oggi (4 settembre) una raccomandazione rivolta ai governi dei suoi 46 Stati membri, volta ad aiutare studenti, insegnanti, genitori, lavoratori e cittadini di tutte le età a comprendere l’IA e a riconoscere i casi in cui può minacciare i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.Adottata dal Comitato dei Ministri durante la riunione di questa settimana a Monaco (Germania), il testo pone l’istruzione al centro della risposta europea all’IA. In particolare attua l’articolo 20 della Convenzione quadro sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto – il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante volto a garantire il rispetto delle norme giuridiche in materia di diritti umani, democrazia e Stato di diritto nell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale (IA)– che impegna gli Stati a promuovere alfabetizzazione e competenze digitali nell’istruzione. La raccomandazione chiede inoltre di fornire istruzione, formazione e aggiornamento professionale continuo sull’alfabetizzazione digitale ai funzionari pubblici e ad altri professionisti del settore.Nel testo, l”IA viene “un fenomeno sociotecnico” in quanto sono “i sistemi stessi, così come le persone, le istituzioni, le politiche e le pratiche sociali a determinarne la progettazione e l’utilizzo”. L’alfabetizzazione all’IA, significa comprendere gli effetti dell’IA sulla società, “non solo capire come funzionano gli strumenti”. Ciò la distingue da altri modelli che si concentrano principalmente sulle competenze tecniche e “riflette la convinzione di lunga data del Consiglio d’Europa che l’istruzione sia uno dei pilastri della democrazia”.Agli Stati membri viene offerto un quadro di 22 principi guida, organizzati attorno a quattro temi: comprensione fondamentale dell’IA; diritti e dignità umana; democrazia e Stato di diritto; azione sociale e pensiero critico. Tali principi si basano a loro volta su un modello che comprende tre dimensioni: umana, tecnologica e pratica dell’IA. Il Consiglio d’Europa dà particolare importanza alla dimensione umana e ciò implica: “dignità umana, partecipazione sociale, privacy, autonomia, equità e non discriminazione, unitamente alle più ampie implicazioni dell’IA per il benessere, la giustizia sociale, lo sviluppo sostenibile e l’ambiente”. Sette raccomandazioni operative – raggruppate in governance, programmi di studio, insegnamento e valutazione, sviluppo professionale, istruzione superiore e ricerca e sensibilizzazione del pubblico – mirano a guidare gli Stati membri nel tradurre questi principi in politiche e pratiche nelle aule scolastiche, nelle università e nella società in generale.