L’estate meteorologica è terminata il 31 agosto, ma sull’Italia l’atmosfera continuerà ancora per alcuni giorni a comportarsi come se fossimo nel cuore di luglio. Resta un dato su tutti: il 2026 ha superato il 2003 in diverse aree del Nord grazie soprattutto alla persistenza del caldo. Non un singolo picco, ma tre mesi consecutivi con temperature eccezionalmente elevate. In Piemonte, ad esempio, l’Arpa sottolinea che «l’anomalia estiva ha raggiunto +3,1 °C sulla media 1991-2020, battendo di mezzo grado il primato del 2003». Le temperature eccezionali che stiamo vivendo in questi giorni e che si protrarranno per poco meno di una settimana, potrebbero poi battere anche, sotto il profilo del caldo, ogni record stabilito nel mese di settembre. Ma è presto. Ciò che al momento si sa è che tra il weekend e l’inizio della prossima settimana è infatti attesa una nuova e intensa espansione dell’anticiclone subtropicale africano, accompagnata dalla risalita verso il Mediterraneo di una massa d’aria eccezionalmente calda per l’inizio di settembre. Le elaborazioni basate sul modello europeo ECMWF indicano, nel momento di maggiore intensità dell’alta pressione, isoterme intorno ai 21-23 gradi alla quota di 850 hPa, circa 1.500 metri, con punte locali di 24-25 gradi. Sono valori tipici delle fasi più calde dell’estate e capaci di tradursi, al suolo, in massime diffusamente superiori ai 30-35 gradi e localmente prossime ai 37-38 gradi, soprattutto nelle zone interne del Centro-Sud e nelle aree più esposte alla compressione dell’aria.