Caricamento player
Giovedì 3 settembre è stata una giornata importante negli Stati Uniti per gli xenotrapianti, che sono i trapianti da una specie animale all’altra: c’è stato un nuovo record di durata, visto che un rene di maiale trapiantato in una donna sta ancora funzionando a 286 giorni dall’operazione. Ed è stato pubblicato su Lancet l’articolo che descrive il primo caso di un uomo a cui è stato trapiantato un rene umano dopo un periodo di nove mesi con un rene suino.
Fino a un paio di anni fa sembrava molto ambizioso immaginare che un rene di maiale potesse funzionare tanto bene e a lungo, al punto da permettere a una persona con i reni gravemente malati di vivere per mesi senza dover ricorrere alla dialisi (il trattamento che filtra artificialmente il sangue e rimuove i liquidi in eccesso quando i reni non funzionano più bene) e poter aspettare un trapianto umano.
Ricevere un trapianto umano è difficile: nel 2024 negli Stati Uniti c’erano quasi 144mila persone in lista d’attesa solo per i trapianti di reni e, tra le persone che erano state inserite in quella lista tra il 2019 e il 2021, il 28,2 per cento stava ancora aspettando, il 19,8 per cento era stato rimosso dalla lista e il 6,7 per cento era morto. I reni donati, infatti, non sono abbastanza per tutte le persone che ne avrebbero bisogno e l’attesa può durare anche anni. Solo che la dialisi, per quanto efficace, è una terapia con diversi effetti poco desiderabili: richiede sessioni di quattro ore per tre volte a settimana, e a lungo andare può danneggiare i vasi sanguigni.













