Per gran parte della guerra, gli attacchi russi con droni e missili contro la capitale ucraina Kiev hanno seguito un ritmo preciso: arrivavano quasi sempre di notte. Gli avvisi iniziavano sui canali di monitoraggio su Telegram in tarda serata. Segnalavano droni in movimento verso sud, lanci di missili, difese aeree in azione.
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I civili ucraini decidevano se restare in casa o correre nei rifugi della metropolitana in base alla gravità della minaccia. Ora la Russia ha cambiato tattica, utilizzando droni a reazione ad alta velocità, e l’aspettativa che il giorno riporti la vita alla normalità è andata in frantumi.
Dalla scorsa settimana gli attacchi arrivano di giorno e di notte, sommando al terrore dei raid notturni la stanchezza di una continua interruzione della vita quotidiana.
A Kiev il suono ricorrente delle sirene antiaeree è diventato parte della normalità. Interrompe gli spostamenti, le commissioni e la scuola dei bambini, irrompe nei momenti più importanti, dai matrimoni ai funerali, e, come sempre, porta via vite. Gli allarmi incessanti stanno sfiancando i residenti, e qualcuno si chiede per quanto tempo potrà ancora restare.










