Censure, diffide e stroncature, anche in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione, con una contestazione formale alla responsabile del ramo, che è pure dirigente dell’Area legale: nella battaglia tra la Rap e la presidente della terza commissione Sabrina Figuccia, capogruppo leghista, entra in scena il controllo analogo del Comune. Per Rap un amaro sequel sulle veementi rimostranze della consigliera in seguito alle «gravi lacune e contraddizioni sull’accesso agli atti in materia di contenziosi per cause di lavoro» e, in parallelo, del sindacato Sifus sul tema consulenze.
Alla presidente di commissione, il capo area Roberto Giacomo Pulizzi scrive che «l’1 settembre è stata notificata alla governance ed al responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza (quindi al presidente Giuseppe Todaro, al dg Massimo Collesano e all’avvocato Maria Concetta Codiglione, la Rpct) una formale e urgente contestazione». Il motivo, l’accoglimento pressoché totale delle osservazioni di Figuccia, relative tra l’altro all’«esautoramento dell’ufficio legale» nelle decisioni riguardanti l’opportunità delle transazioni, con conseguenti profili, asseriti già dalla consigliera, di «violazione delle prescrizioni del Piano di riequilibrio che impone una valutazione dell’opportunità delle transazioni svolta dall’ufficio legale e non caso per caso, come ammesso in audizione in commissione da Collesano». Pulizzi quindi comunica di aver «intimato l’immediato e totale adeguamento alle prescrizioni vincolanti dell’Azione 18/2023 e assegnato un termine di dieci giorni per la trasmissione di una dettagliata relazione». Pulizzi chiude ricordando che «ove accertate, si tratterebbe di condotte gestionali in palese contrasto con i doveri di diligenza, prudenza e sana gestione», mentre Todaro manifesta fiducia sulla scorta della convinzione che «stiamo sistemando l’azienda dopo vent’anni».









