Apple ha registrato un'impennata senza precedenti nei costi di approvvigionamento delle componenti hardware destinate ai suoi futuri dispositivi mobile. Secondo un rapporto stilato da TrendForce, la memoria impiegata per la realizzazione dell'iPhone 18 Pro costa al colosso californiano quasi quattro volte di pi� rispetto a quella utilizzata nella generazione precedente. L'analisi evidenzia come, nel terzo trimestre del 2026, la spesa sostenuta da Cupertino per i moduli destinati alla variante Pro da 256 GB sia salita di circa il 400% su base annua.

Un incremento di tale portata genera una pressione immediata sul costo totale delle materie prime necessarie alla fabbricazione dello smartphone. Nonostante i tentativi della dirigenza di trattare la riduzione delle cifre per altre componenti chiave, i risparmi ottenuti dalle negoziazioni con i fornitori secondari non bastano a pareggiare i conti con il forte rialzo registrato nel settore dei chip di memoria. Di conseguenza, il ritocco verso l'alto dei listini al dettaglio diventa uno scenario pressoch� inevitabile in vista degli annunci previsti la prossima settimana.

Aumenti in vista per i consumatori e nuove strategie sui ricavi

Le stime degli analisti indicano che l'azienda non scaricher� l'intero peso dell'aumento dei costi sulle spalle della clientela. Per l'iPhone 18 Pro si prevede un incremento di prezzo contenuto attorno ai 100 dollari rispetto al listino d'esordio dell'iPhone 17 Pro. Una scelta dettata dalla consapevolezza che imporre aumenti esagerati spingerebbe anche gli appassionati storici del marchio ad allungare le tempistiche di sostituzione del proprio smartphone. In un contesto economico caratterizzato da una spesa pi� prudente da parte dei consumatori, preservare i volumi di spedizione rimane un obiettivo prioritario.