: Leardini 3, Tomassini 14, Lenci 6, Denegri 17, Marini 10, Terenzi ne, Udom 16, Stephens 2, Simioni 8, De Gregori ne, Bartoli 3, Della Chiesa ne. All. Dell’Agnello.
VIRTUS: Bello 12, Frazier 9, Casarin 3, Moore Junior 15, Edwards 7, Baldasso, Baiocchi, Berlingeri ne, Milazzo ne, Trigari, Alston Junior 16, Hackett 3, Ferrari 2, Diarra 5, Klintman 10, Diouf 1. All. Mumbrù.
Arbitri: Bonotto, Tallon, Tirozzi.
Note: parziali 13-27; 36-45; 63-55. Tiri da due: Rimini 18/39; Virtus 15/32. Tiri da tre: 10/34; 13/33. Tiri liberi: 13/18; 14/21. Rimbalzi: 42; 44.
Buona la prima, anche se con qualche brivido. La Virtus inaugura la sua stagione con una vittoria sul campo di Rimini, al termine di una partita vera, combattuta e utile soprattutto per iniziare a mettere benzina nelle gambe e prendere confidenza con i meccanismi del nuovo gruppo. Al PalaFlaminio, caldissimo sia per la temperatura sia per l’entusiasmo dei tanti tifosi accorsi per la Start Romagna Cup, le V Nere mostrano inevitabilmente i segni di una preparazione cominciata da pochi giorni. Alternano buone cose a blackout piuttosto lunghi, soffrono quando cala la corsa e alla fine devono affidarsi all’orgoglio per evitare una prima uscita con il risultato sbagliato. Mancano Kevin Kokila, fermato dalla lesione al bicipite femorale della coscia destra che lo terrà ai box per circa quattro settimane, e Marcus Carr, non a referto ma presente in panchina in borghese dopo l’impegno con la nazionale. Dall’altra parte Rimini, ancora priva di Demps, presenta un solo straniero, Stephens, ma ha gambe decisamente poco brillanti. L’avvio, però, è tutto bianconero. La Virtus trova ritmo, corre e prende subito il controllo della partita. Il primo canestro della nuova stagione porta la firma di Moore Junior, che inaugura il conto con una tripla dall’angolo. Le V Nere spingono sull’acceleratore e chiudono il primo quarto avanti 27-13. Sembra l’inizio di una serata in discesa, ma è proprio qui che comincia a cambiare la partita. Rimini prende fiducia, la Virtus smette progressivamente di correre e la differenza di condizione atletica comincia a pesare.







