ASSISI (Perugia) La sofferenza e il sollievo, il buio e la luce, la tensione verso l’infinito, sono i cardini di quella “filosofia del dolore e della luce” a cui Giovanni Allevi lega questo momento della sua vita, ma anche i presupposti della riflessione umana e artistica con cui si presenta il 13 settembre ad Assisi nella cornice giottesca della Basilica Superiore di San Francesco sotto l’egida di Suoni Controvento.
Giovanni Allevi, avrà accanto gli Archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. "Già, una formazione che raccoglie musicisti di grandissimo talento provenienti dalle più importanti compagini nazionali come quella del Teatro alla Scala, del Lirico di Cagliari e del Maggio Musicale Fiorentino. Tutti professionisti che, accompagnando il mio percorso da anni, sono specializzati nella mia musica e perfettamente capaci di affrontarne le difficoltà ritmiche".
Programma? "Eseguiremo alcune mie composizioni storiche, quelle più conosciute e amate dal pubblico, riarrangiate per pianoforte e archi. Non mancheranno brani del repertorio più recente come quel ‘Tomorrow’ scritto tre anni fa sul letto d’ospedale durante la degenza oncologica all’Istituto Nazionale Tumori di Milano".
Oggi va in scena con un correttore posturale. "Sì, un busto ortopedico che indosso per proteggere le mie vertebre malandate. Il mieloma multiplo ha lasciato, infatti, sul mio corpo segni indelebili come cedimenti vertebrali, tremore e formicolio alle mani. Ecco perché devo avere il tutore mentre suono il pianoforte o dirigo l’orchestra. Per non indebolire i muscoli della schiena, cerco di portarlo il meno possibile, ma, quando lo indosso dietro le quinte, ho la sensazione della vestizione del guerriero".






