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Sono 1.494 i giovani fermani tra 18 e 39 anni che nel 2025 si sono trasferiti, secondo i dati Istat. Un numero in crescita del 21,5% rispetto al 2015: un ritmo più sostenuto sia della media marchigiana (+18,3%) sia di quella nazionale (+10,4%). Ma la geografia della fuga è cambiata. Nel 2025 quasi la metà degli emigrati provenienti dal Fermano (724 persone, il 48,5%) si è spostato in un altro Comune della stessa Provincia, il 17,1% (256) in un’altra Provincia marchigiana, il 23,4% (350) in un’altra Regione italiana e "solo" l’11% (164) all’estero. Rispetto al 2015, a crescere di più sono stati soprattutto gli spostamenti verso altre Regioni (+44,6%), mentre le partenze verso l’estero sono aumentate del 10,8% – un ritmo nettamente più lento di quello registrato dalle Marche nel loro complesso (+29,2%) e dall’Italia (+26,1%). Fermo, insomma, perde soprattutto verso il resto del Paese. Il paradosso è che la Regione, nel suo complesso, sta diventando sempre più attrattiva dal punto di vista della formazione. Secondo un’elaborazione di Openpolis su dati Istat, tra il 2018 e il 2024 le Marche sono state una delle sole quattro Regioni italiane in cui tutte le Province hanno visto aumentare la quota di laureati: in totale, dal 28,3% al 33,5%. Un incremento che coinvolge in misura minore Fermo, con un’incidenza di laureati aumentata di appena 0,8 punti percentuali. Ma la formazione da sola non basta: serve un dialogo con il mercato del lavoro che da anni stenta a decollare, e ciò si riflette proprio nella diaspora giovanile. Tra il 2019 e il 2025 le Marche hanno perso un saldo netto di circa 5.800 giovani laureati (25-34 anni), sommando le partenze verso l’estero e quelle verso altre Regioni italiane. E i nodi principali restano due. Il primo, in particolare per laureate e laureati, resta quello del mismatch tra domanda e offerta di lavoro: nel 2025 solo il 9,1% dei posti di lavoro marchigiani è riservato a coloro che hanno conseguito un titolo di studio universitario – a ciò si aggiunge lo sbilanciamento tra una formazione prettamente impiegatizia e intellettuale e una richiesta, da parte delle imprese, di manodopera specializzata. Il secondo riguarda le retribuzioni: il salario medio annuo dei lavoratori dipendenti nelle Marche è di 20.279 euro lordi, 2.529 euro in meno della media italiana (22.808 euro). Un divario che si allarga proprio nel Fermano, territorio con reddito disponibile pro capite più basso della Regione (19.929 euro). d.m.











