HomeForlìCronacaIl futuro dell’Irst. Sì da Ior e Fondazioni alla riorganizzazione: "Ma resti il non-profit"La componente privata sociale dell’assemblea dei soci appoggia la creazione della rete oncologica romagnola unica, a condizione però che si operi affinché "la storia dell’istituto possa continuare e rafforzarsi nel mutato scenario".La componente privata sociale dell’assemblea dei soci appoggia la creazione della rete oncologica romagnola unica, a condizione però che si operi affinché "la storia dell’istituto possa continuare e rafforzarsi nel mutato scenario".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNel confronto sul futuro dell’Irst, la componente privata sociale sceglie di non restare in disparte. L’Istituto Oncologico Romagnolo (Ior) e le Fondazioni bancarie socie dell’Irccs ‘Dino Amadori’ - che rappresentano oltre il 25 per cento della composizione societaria dell’Irst – prendono posizione a sostegno della riorganizzazione avviata per la costruzione della rete oncologica romagnola.

Un sì che non è però una delega in bianco: nel documento vengono indicate anche le condizioni ritenute decisive. A sottoscrivere il documento sono Luca Panzavolta, presidente dello Ior, e Maurizio Gardini, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, insieme ai presidenti delle Fondazioni di Ravenna, Imola e Cesena, Mirella Falconi Mazzotti, Silvia Poli e Luca Lorenzi. Con loro anche Pierluigi Stefanini, alla guida della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, e Andrea Pazzi, presidente della Fondazione del Monte di Faenza.