La musica de “Il Padrino” suona in sottofondo mentre il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli commenta l’attentato subito dal conduttore di “Report” Sigfrido Ranucci: «Penso che Ranucci abbia fatto investigazioni che non doveva fare, forse ha messo il naso dove non doveva metterlo». Nei giorni precedenti le sue dimissioni, l’ex ministra del Turismo Daniela Santanché in un audio ha detto che «se salto io allora salterà tutto il governo, da Meloni a La Russa. E tutti gli altri camerati». «Bisogna comprendere la strage dei carabinieri, frutto della disperazione, politica corresponsabile», ha detto in un video l’europarlamentare Ilaria Salis dopo che tre carabinieri hanno perso la vita in un’esplosione in Veneto. Se queste dichiarazioni così gravi non hanno guadagnato le prime pagine dei giornali il motivo è uno solo: non sono reali.
Sono tre esempi di deepfake, contenuti video, foto o audio che sembrano autentici, ma che in realtà sono stati creati o manipolati con l’intelligenza artificiale. Lo scopo è danneggiare l’immagine del politico rappresentato e ingannare gli utenti più vulnerabili dei social Audio falsi, video manipolati, immagini create dall’IA e contenuti sintetici sempre più persuasivi rendono più difficile distinguere tra realtà e finzione. L’obiettivo non è necessariamente convincere gli elettori o cambiare il risultato di un voto, ma è sufficiente alimentare dubbi, polarizzazione e sfiducia L network convincendoli che quanto vedono o sentono corrisponda alla realtà. Per ora contenuti del genere sono rari in Italia, ma dall’estero sono arrivati e continuano ad arrivare esempi inquietanti di quanto la situazione possa sfuggire di mano.






