HomePisaCronacaPicchiato e torturato, Fulgencio è tornato a casaDopo otto anni di prigionia, è stato liberato “anche grazie alla Santa Sede”. La sorella ieri è andata a prenderlo a Roma, per riportarlo a Pisa dove abitaLa senatrice Zambito con Fulgencio (fotoservizio Del Punta)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPisa, 4 settembre 2026 – “Mi hanno picchiato e torturato. Il momento più brutto è stato quando mi hanno sequestrato e mi hanno messo sull’aereo. Ma non ho mai perso la speranza”. È rientrato a Pisa, tra striscioni di bentornato e abbracci, dopo 8 anni di prigionia Fulgencio Obiang Esono, ingegnere pisano di origine equatoguineana, rapito nel settembre 2018 durante un viaggio in Togo e poi trasferito in Guinea Equatoriale. Ieri ad attenderlo davanti alla stazione centrale c’erano familiari, amici e la senatrice Ylenia Zambito. “Sono stato torturato e imprigionato con un impianto di accuse false”, ha raccontato Fulgencio. Il primo pensiero è stato per chi ha lavorato alla sua liberazione. “Non so come ringraziare le istituzioni italiane, sia quelle nazionali sia quelle locali, che hanno lottato e hanno fatto di tutto per farmi rientrare qui in Italia”.
Il rapimento e la condanna






