Una delle edizioni di Estate a casa Berto più significative degli ultimi anni raccontata dalle parole di Marco Mottolese
Anno Zero della seconda decade. Questa è l’espressione che Marco Mottolese usa per l’appuntamento con l’XI edizione di Estate a Casa Berto a Capo Vaticano in un momento particolarmente intenso per il festival e per l’eredità culturale di Giuseppe Berto. Questa edizione si presenta come una delle più significative degli ultimi anni: non solo perché riporta al centro l’opera dello scrittore attraverso quattro giornate di letteratura, teatro, cinema e musica, ma anche perché intreccia memoria, attualità e nuove prospettive. Il cartellone si apre con due momenti di forte richiamo: la prima nazionale de Il mare da dove nascono i miti, volume che inaugura il progetto editoriale delle opere complete di Berto, e il reading teatrale de Il male oscuro con Alessio Vassallo e Ginevra Pisani, atteso tra gli eventi di punta dell’edizione.
Grande attenzione anche per la seconda giornata, che accosta il dialogo con Vitaliano Papillo su identità e futuro della Calabria alla proiezione di Anonimo veneziano, classico firmato da Enrico Maria Salerno su testo di Giuseppe Berto, che lo sceneggiò anche. Ed è proprio attorno a Anonimo veneziano che si addensa una forte curiosità internazionale: secondo le anticipazioni dello stesso Mottolese, una casa di produzione hollywoodiana avrebbe acquistato i diritti per un remake con il nome di Natalie Portman già accostato al progetto. Un segnale che conferma quanto la sua opera continui a parlare al presente, attraversando linguaggi, generazioni e confini. In questa intervista, Mottolese racconta il senso di un’edizione che guarda alle radici ma rilancia, con forza, la vitalità contemporanea di uno degli autori più inquieti e necessari del Novecento italiano.






