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Danimarca, ancora Germania, Polonia. In una manciata d’ore «la nuova normalità» alla quale ha fatto riferimento la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen sembra aver già preso forma nel Vecchio Continente. L’Europa, dopo il caso di Lipsia, potrebbe essere destinata a vivere una stagione di allerta di attacchi ibridi di matrice russa, segno della nuova escalation della contesa con il Cremlino. A Bruxelles, nel frattempo, l’esecutivo blu-stellato lavora ad una nuova serie di misure restrittive nei confronti di Mosca. Una, su tutte, quella di ridurre drasticamente il rilascio dei visti turistici per i russi.Il dossier Russia sul tavolo dei commissari

Venerdì il dossier Russia sarà uno dei punti sul tavolo del seminario che i commissari terranno poco fuori Bruxelles, a Tervuren. Per von der Leyen sarà quello il primo appuntamento di avvicinamento allo State of the Union che terrà il 16 settembre alla Plenaria di Strasburgo. In quel discorso, la nuova realtà alla quale l’Ue rischia di far fronte in questa fase di confronto con la Russia difficilmente potrà essere evitata. Le notizie di cronaca, in effetti, sembrano confermare questo trend. I servizi segreti danesi nelle scorse ore hanno diramato un avvertimento: la Russia starebbe preparando azioni di sabotaggio alle industrie della difesa locali.